1127287469.pngIn riferimento a quanto pubblicato ieri, facciamo un po’ di contraddittorio, che dopo sembra che siamo unilaterali. Sul blog di Mastella, oggi compare un post molto interessante in risposta a una gran quantità di commenti sulla vicenda di Carlo Parlanti, ricevuti e non pubblicati . Eccone alcuni estratti significativi…

Il senatore educe su quel che un blog non è: “uno spazio dove minacciarmi, riempire i commenti di insulti, lamentarsi perchè a un commento del giorno prima non è stata data ancora risposta (come se fosse obbligatorio o dovuto) senza neanche tener conto del tempo che ci vuole per leggere e dedicarsi a un blog. E fate anche gli spiritosi firmando i commenti con i nomi degli assassini liberati con l’indulto.”

Risponde davidecast: Sul fatto che ci voglia tempo per dedicarsi a un blog, questo è fuori discussione, altrettanto lo è che non sempre si riesca ad aggiornarlo costantemente. Ma se compaiono più di venti commenti pubblicati rispetto a quanti ce n’erano al momento in cui ho inviato i miei, un sospetto su dove siano finiti è legittimo. Non mi risoffermo su educazione e questione della firma, già trattata qui, ricordando solo che non sono mai stato uno spiritoso.

Successivamente “da una parte mi accusate di censura perchè non rispondo a vecchie questioni già da me chiarite (come la testimonianza a un matrimonio) o perchè non porgo l’altra guancia”.

Io non lo sapevo mica che la questione di Carlo Parlanti era già chiarita, a saperlo prima non scrivevo niente. Il problema è che chiarita non lo è per niente. Non abbiamo bisogno di guance da schiaffeggiare o persone da accusare, il giustizialismo lo lasciamo ad altri. Volevamo solo avere una risposta, un segnale. Arrivato si, ma non quello in cui speravamo.

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