Sono già trenta gli anni trascorsi da quando il buon caro duo Berardi & Milazzo concepirono il proprio ribelle figliolo. Al coro festoso che si è sollevato per l’anniversario si uniscono anche le nostre lodi per il complessivo risultato ottenuto e, mentre la Paninicomics fa uscire nelle edicole una raccolta di tre storie particolarmente rappresentative, noi di Heyokeproject ci soffermiamo un po’ su.
Sicuramente non si tratta di una delle serie nate dal grembo Bonelliano più longeva, ne la più rivoluzionaria e ne tanto meno la più famosa. Ma possiede il pregio di possedere un mix di tutto questo. Diciamo prima di tutto che la serie è figlia del proprio tempo: come matrigna e patrigno possiede niente meno che il ‘68 studentesco e quel ‘77 così carico di tensioni socio-politiche; delicate e spinose questioni sociali si mescolano a scenari a dir poco variegati. La saga di Ken Parker, altresì detto Lungo Fucile, si estende seguendo l’avanzamento dell’eterogeneo confine statunitense. Da Washington al Messico, dalle nevi canadesi alla chimerica sponda pacifica ancora da raggiungere, e per una serie di coincidenze curiose le avventure del bel trapper RobertRedfordiano si presentano al pubblico proprio nel 1977, con una storia ambientata nel 1868.
E come il confine anche il protagonista muta, cresce, si evolve e garantisce al lettore un approccio critico alla sua realtà: si propone come modello positivo in grado di produrre comportamenti civici e civili, rinnovando in questo modo alcuni aspetti del canonico fumetto western in particolare e della narrativa popolare in generale.
La ricchezza dei sentimenti umani proposti, cifra stilistica propria dello sceneggiatore, garantisce alla vicenda quel tocco di impalpabilità che non fossilizza la lettura in una interpretazione univoca del tutto. Razzismo, rapporto uomo-donna, colonialismo e altre tematiche vengono trattati con quella particolare sensibilità che ritroviamo ancora mensilmente in Julia, ovviamente sempre dello stesso autore, e che offre responsabilità, coerenza e personalità al personaggio in grado di dare un senso alla propria vita.
Niente di nuovo dunque in questa sede, ma solo la possibilità di ricordare che anche nell’ambito della letteratura popolare tutto ciò che è stato fatto non passa sotto il dirompente tritatutto dell’editoria atta alla mercificazione. Qualcosa nel mondo del fumetto, a ben ragione, si definisce già testo classico, che ha detto e continuerà a dire molto su di noi e sulla nostra società.
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3 users commented in " Buon compleanno Ken! "
Follow-up comment rss or Leave a TrackbackAuguri Lungo Fucile…
mmh mmh…anche se la faccia di robert redford non ti attira?????baci,serena
Allora, essere obbiettivi bisogna essere obbiettivi, ma, no, la faccia di Robert Redford non mi attira..
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