Dopo una serie di interviste un po’ distanti dal contesto letterario-immaginifico, ideate per lo più per presentare alcuni personaggi e i loro progetti, e cercando di andare un po’ aldilà della classica intervista leccaculo, ecco l’occasione per parlare un po’ di libri: in realtà non è tanto l’argomento l’aspetto che può rendere soddisfatto l’intervistatore, ma la persona con cui si parla. Prendete Ro Pucci. Ro Pucci è uno che tratta argomenti che magari non sono un punto fondamentale del mio immaginario. Ma è uno intelligente. La sua intervista è venuta bene, e per bene intendo nè scontata nè di circostanza.
L’intervista alla presidentessa di Alias, pubblicata venerdì scorso QUI si presentava ricca di spunti. Purtroppo mi sa che è intervenuto il fattore tempo e la signora Li Volti Guzzardi è stata piuttosto sintetica. Peccato. Mi sarebbe piaciuto parlare dello stato della letteratura italiana contemporanea vista dall’estero da una specialista, mi sarebbe piacuto sentire un parere sul discorso romanzo/racconto lungo, mi sarebbe piaciuto… pazienza.
p.s.
L’immagine a corredo di questa segnalazione è assolutamente decontestualizzata. Ma l’effetto straniante che provoca, ben si adatta alla sensazione che ho provato nel realizzare quest’intervista.
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