In un periodo un po’ particolare per Heyoke Project, uno di quei periodi cosi detti difficili, pubblichiamo questo post che in fondo non è niente di specifico e definito. Non potrà mai essere un racconto, potrebbe essere una bozza di sceneggiatura. Intanto va qui. Con un titolo che, scusate, ma ricorda i bei titoli di una volta.
di davidecast
Beve il quarto negroni con una disinvoltura esemplare, In un bar fumoso può capitare di tutto, pensa, meglio essere sempre tranquilli, meglio apparire confident. Le ragazze davanti a lui si scambiano risolini e iiiiiiiiiiiiii femminili di curiosità e autocompiacimento. Ma in questo momento sembra che non lo interessino per nulla. Alza gli occhi qualche volta verso di loro giusto perché in fondo si diverte a provocare quella reazione. Diego lo guarda e immagina quel che sta pensando.
- Dovresti smetterla, ti sto spiegando una cosa importante…
- Ma smettila tu con questa stronzata della cosa importante, figurati…
- Senti tu non capisci proprio un cazzo! John Rambo…
- Basta con John Rambo, hai rotto i coglioni…
- Cazzo dici che ho rotto i coglioni, manco mi hai sentito, stai pensando ai cazzi tuoi, bevi negroni e ogni tanto alzi gli occhi a far bagnare le due stronze laggiù in fondo…
- Ok ok, dimmi di John Rambo, ti ascolto, basta che la pianti e la facciamo finita in fretta.
- Vaffanculo, avrei voglia di non dirti un cazzo di niente
- Bah, ti comporti come una figa, cazzo. Bravo non dirmi niente che tanto non mi interessa…
- Vaffanculo. Vaffanculo. Hai rotto il cazzo… Comunque tu devi capire questo discorso su John Rambo, perché è la cosa che tu capisci che è davvero geniale, come film.
- Lo sapevo che stavi per dire una stronzata. Senti, a me Rambo piace come personaggio e tutto il resto ma ora non venire qui a raccontarmi stronzate sperando che me le beva perché hai proprio sbagliato coglione.
Diego sta per interromperlo, poi si prende una Camel dal pacchetto morbido schiacciato nella tasca della giacca. È un po’ piegata, ma non è rotta: se l’accende, buttando anche lui lo sguardo alle due ragazze che continuano a ridacchiare e a bere il loro spritz aperol. Poi si rivolge a Lorenzo.
- Mi lasci finire?
- Finisci pure, ti ho detto solo di non pensare nemmeno a raccontarmi delle stronzate del cazzo, chiaro?
- Come il sole, stai tranquillo. Allora, ti dicevo che tu la prima parte del film ti accorgi che ormai Rambo è una cosa completamente diversa da quello che era nei tre episodi precedenti. Nel primo gli rompeva il cazzo lo sceriffo stronzo, nel secondo la vendetta la scatena il fatto che gli ammazzano la figa, nel terzo si muove solo per aiutare Trautman, che poi sarebbe in tutto questo discorso quello che ha generato Rambo, no? Comunque negli altri c’aveva sempre dei motivi personali per intervenire. Qui invece non ha il minimo coinvolgimento emotivo. A lui direttamente nessuno gli fa niente, non lo muove una figa, non lo muove l’amicizia, non lo muove nessun ideale del cazzo, è del tutto distaccato, non gliene importa una sega di tutte le cose che succedono, lui sta li a passare il tempo e ogni tanto cattura dei serpenti, è chiaro che alla fine ti si forma un’idea.
Lorenzo non è convinto. Lo guarda storto, ma in fondo sta mantenendo l’attenzione delle due bionde al tavolo in fondo. Gli sguardi si incrociano, tira un sospiro.
- Sentiamo quest’idea…
- Te lo dico in poche parole: Rambo in questo film è diventato un dio.
- Ma vaffanculo.
- Massi, ascoltami un secondo. Perché lui sta su un piano diverso, non interagisce più con gli uomini, lo fa solo quando viene pregato, come farebbe un dio. Perché la passera che vuole che accompagni lei e il suo gruppo di medici sfigati in realtà lei lo prega, e lo prega più volte, perché John Rambo è un dio fico, uno di quelli, che non basta che gli chiedi una cosa una volta sola. E lo sai perché ti dico questo? Perché non c’è nessun cazzo di motivo umano per cui lui alla fine decide di aiutare queste persone. Non lo fa perché vuole scoparsi la tipa, non lo fa perché crede nei loro ideali, non lo fa perché gli stanno sul cazzo i cattivi. Lo fa solo perché la sua natura divina lo porta ad aiutare degli uomini del cazzo che lo hanno pregato. E gli stronzi che non l’hanno pregato e che si mettono in mezzo, beh, sono cazzi amari per loro.
- Mmm…Non mi stai convincendo, continua a essere una stronzata enorme, e ti dico che se non la finisci in fretta, porto il mio negroni a quel tavolo e lascio la tua testa di cazzo a farsi le seghe da sola.
- Ok ok, passo alla seconda parte del film, si tratta di precisare le dynamis di questo dio che Rambo è diventato. Questa seconda parte, la seconda parte, per così dire d’azione, diventa proprio evidente che Rambo è diventato un dio, il dio della guerra, lo capiresti anche tu. Perché tu non ti viene il minimo dubbio che li massacrerà tutti. Non c’è nessun colpo di scena, è solo la narrazione di un evento che si deve verificare, ovvero la vittoria di Rambo. Tra lui e il raggiungimento dell’obbiettivo è tutta una cazzo di discesa. Non la puoi neanche considerare un ostacolo questa manica di stronzi che si fa massacrare. Non c’è il minimo dubbio su come andranno le cose. E ti rendi conto che si tratta dell’archetipo della divinità guerriera, è l’istanza mitica della guerra che si trova all’interno di ogni persona…
- Di ogni persona maschia, vuoi dire.
- Si, appunto…
- Su questo hai ragione.
- Grazie. È come quando noi ci prendiamo a cazzotti, la stessa identica cosa, è il fascino della guerra che più o meno fa parte di tutti noi. E Rambo ne è la rappresentazione mitologica, cazzo. Per questo lo devi vedere… Si tratta di una rappresentazione mitica.
Sorride. Diego alza di nuovo lo sguardo verso le due ragazze che sembrano aver sentito tutta la conversazione e il gesticolare di Diego. Lorenzo si alza in piedi, sistema il colletto della camicia, guarda Diego, guarda le ragazze, guarda il negroni. Lo finisce al volo.
- Vaffanculo Diego. Io ti voglio bene, ma questa è una stronzata colossale.
E, all’improvviso si rivolge alla più carina delle due,
- Ma ti pare una cosa sensata questa di Rambo, di Marte, ma dimmi te…
- Beh…sai…non è il genere di film che vedo di solito…
- Senti Lorenzo, ma perché devi rompere le palle alla gente con queste scemenze, è un discorso tra noi, teniamolo tra noi che poi disturbiamo la gente.
- Ma se tu hai disturbato me finora coglione, cazzo ne sai tu di non disturbare la gente, te e le tue idee del cazzo… Dico bene, ragazze?
- Beh, alla fine… Magari poteva non essere un discorso così assurdo…
- Ecco, vedi, che poi di gente che mi dà ragione se ne trova, se ne trova eccome hai visto? Eh, hai visto? Coglione.
- Ma taci va, che è meglio…
- Scusate però noi non l’abbiamo visto il film, magari sono un po’ diseducativi sti film così violenti.
- Occristo. Mai sentito parlare di funzione catartica dell’arte? E poi qui non si tratta di rappresentazione della realtà… Sentite, facciamo così, che dici, Lo, proseguiamo la discussione altrove? Venite?
- Io avrei un impegno.
Fa una delle due bionde.
- Beh, dai, magari lo disdici, mi interessa questo discorso. Fa l’altra.
- Dai su, non fatevi pregare troppo, andiamo qua vicino.
- Ok, finiamo lo spritz e si va.
- Ottimo.
Diego e Lorenzo si guardano, vanno al banco a pagare.
- Comunque, somma testa di cazzo, gag come le facciamo noi, non le fa proprio un cazzo di nessuno.
- D’accordo su tutta la linea. Andiamo, non le facciamo aspettar troppo.
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4 users commented in " Feeling like John (Rambo) "
Follow-up comment rss or Leave a Trackbackmolto ben scritto, bello.
geniale vecchio.
Mi hai quasi convinto sulla teoria Rambio - dio della guerra!Aspetto altri racconti in merito!
Ho finalmente visto “Rambo”, ovvero “John Rambo”, come l’avete chiamato qui in Italia, mi pare (e, tra l’altro come, secondo wikipedia, Sly voleva chiamare il film).
Bello, anzi bellissimo nella sua semplicità e in tutte queste “sfumature” di cui parli tu nel articolo. E comunque tosto, tostissimo, non ho più il fegato per vedere tranquillamente dei film così violenti, sarà perché lo so benissimo che violenza così spietata c’è ne, e come!
Pensare nel film e leggere questa tua storia, mi fa venire in mente un tizio che negli USA è una legenda: Carlos Hathcock, un famoso sniper (tiratore scelto) dei Marines nella guerra del Vietnam. Dopo la guerra, in ci ha fatto fuori una marea di gente, un amico gli fece leggere questo pezzo di Hemingway: “Certainly there is no hunting like the hunting of men, and those who have hunted armed men long enough and like it, never really care for anything else thereafter.” Dopo averlo letto questo Hathcock disse: “He got that right. It was the hunt, not the killing.”
Keep the good writing Davidone!
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