Ho deciso che da oggi si pubblica anche le cose dell’altra rivista qui in maniera integrale: niente più link all’articolo, quindi, ma l’intero pezzo. Iniziamo con questa recensione di Archivio Zero, già presentato da lucapq QUI. PS: troverete alcune differenze tra questa versione e quella dell’Arca, ma niente di sostanziale.
A volte capita di raggiungere la notorietà attraverso un personaggio. A volte capita di rimanerne prigionieri. A volte capita di vedere tutti i propri lavori oscurati dall’ombra pesante delle scelte del pubblico. Pensiamo a Camilleri che ha molto da dire aldilà delle indagini di Montalbano. E pensiamo a Tiziano Sclavi che ha molto da dire aldilà delle indagini di Dylan Dog. Senza scomodare la produzione romanzesca, punto di riferimento per la letteratura italiana degli ultimi anni, segnaliamo la riedizione del volume Archivio Zero, edito da Kappa Edizioni, uscito in questi giorni a trent’anni dalla prima pubblicazione delle serie su Il corriere dei ragazzi. Che si tratti di un’operazione altamente meritoria è un fatto indiscutibile. Dylan Dog ha avuto la fortuna di ottenere un grande successo di pubblico, per il quale non basta offrire un prodotto di qualità: si tratta di una formula instabile, irrazionale e soprattutto difficilmente riproducibile. Archivio Zero lo stesso successo non l’ha avuto. Ma, come in tanti altri parti della mente di Sclavi, qui troviamo molti elementi che hanno poi decretato il grande successo dell’indagatore dell’incubo.
Si tratta delle avventure di Sebastian Atzeca, Benjamin Ditko e Rosebud Serse che, prelevati da un misterioso uomo incappucciato, il Bibliotecario, vengono inviati nello spazio-tempo per recuperare i sette frammenti che compongono un disco di pietra: un disco che racchiude la verità. Questa originale Compagnia del tempo si muove così tra i misteri dei Faraoni e di Atlantide, tra le civiltà precolombiane e l’antica Grecia in un viaggio incredibile, sulle tracce di un popolo misterioso, attraverso la mitopoiesi dell’intera umanità, per giungere al completamento dell’archivio che racchiude tutta la cultura e la conoscenza. Gli episodi, così strettamente legati l’uno all’altro, richiamano tutta quella tradizione dei comics in strisce o tavole isolate, quando il formato di pubblicazione rendeva necessario un continuo e progressivo richiamo alla tavola precedente: così l’inizio di ogni episodio riassume gli aspetti fondamentali della trama attraverso una formularità di matrice orale, e dunque di stampo omerico.
In Archivio Zero troviamo le indagini fanta-archeologiche che anticipano Martin Mystère e Indiana Jones, troviamo le suggestioni aliene e le citazioni più o meno colte (Rosebud, Ditko, solo pensando ai nomi dei personaggi): ma soprattutto troviamo la costruzione di storie attraverso frammenti, attraverso la rielaborazione di materiale già creato. Perché le storie sono di tutti, e tutti ne devono godere.
Archivio Zero,
di Tiziano Sclavi e Paolo Morisi,
Kappa Edizioni, Bologna 2007
Euro 13









1 user commented in " Francamente me ne infischio. "
Follow-up comment rss or Leave a TrackbackGrazie della dritta, interessante!?
Leave A Reply