Avremmo taciuto volentieri: ne parlano tutti in maniera forse più consona di quel che possiamo fare noi. Però… Su una nota rivista che pubblica certi nostri interventi, sono uscite alcune considerazioni che non ci trovano minimamente d’accordo. Per questo motivo, per differenziarci dal pensiero espresso da altri, che rispettiamo ma non condividiamo, abbiamo deciso di intervenire.
Inviteresti a cena a casa tua il collega che ti ha sputtanato col tuo capo? Inviteresti a cena l’uomo che ha dato uno schiaffo alla tua ragazza? Inviteresti a cena lo stronzo che ti ha rigato la macchina di nascosto? Personalmente no.
Un intervento pubblicato qui e che riportiamo anche sulle nostre pagine riguardo la vicenda Ratzinger-La Sapienza. Perchè chi sostiene l’intolleranza della scienza, stavolta ha sbagliato bersaglio.
Sul rifiuto di Ratzinger a partecipare all’inaugurazione dell’anno accademico all’università La Sapienza di Roma si sono spese molte parole. Nel cercare di essere quanto più oggettivi possibile, proprio per evitare di ricontestualizzare malamente frasi altrui, rimandiamo alla lettera scritta da Marcello Cini nella quale ben si chiariscono le motivazione all’origine della protesta. Quest’evento è stato affiancato a una concezione della classe intellettuale intollerante e irrispettosa: ma qui non si tratta di intolleranza. Non è una fuga dal confronto quella che origina l’opposizione alla visita papale, ma la considerazione che durante la celebrazione istituzionale della cultura universitaria non può esservi spazio per un’istituzione ecclesiastica, tanto più se quest’istituzione non ha mai nascosto le proprie opinioni negative nei confronti di chi si dedica alla scienza. Se vogliamo parlare di confronto non era certo quella la sede più adatta. Se vogliamo parlare di confronto, ricordiamoci chi rimane fermo sulle proprie posizioni e chi è invece disposto alla loro continua revisione. Se vogliamo parlare di confronto ricordiamo che il dissenso è legittimo. E democratico.
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Follow-up comment rss or Leave a TrackbackI NUOVI ERETICI
Rinviata la candidatura di Luciano Maiani a presidente del Cnr: è un cattivo maestro
Resta sospesa la candidatura di Luciano Maiani a presidenza del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Le ragioni non hanno nulla a che vedere con sua la carriera scientifica: Maiani, fisico di fama mondiale, in pochi giorni è diventato un cattivo maestro. Il suo nome, insieme a quello di altri tre candidati, era stato proposto scorso all’attenzione di Palazzo Chigi per la scelta della presidenza del Cnr dal ministro Mussi il 21 dicembre scorso. La nomina aveva trovato il parere favorevole di esponenti della maggioranza e dell’opposizione ed era stata lodata dalla rivista Science. Prima dell’investitura effettiva, però, la legge prevede che sul nome prescelto si esprimano con un parere consultivo, e non vincolante, le Commissioni Cultura dei due rami del Parlamento. A oggi i pareri della Commissione tardano ad arrivare. Maiani fa parte infatti dei 67 firmatari della lettera inviata al rettore che dichiarava non opportuna la visita del Papa alla Sapienza il giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico. Pertanto i parlamentari di Alleanza Nazionale ne hanno chiesto la revoca della nomina, giudicandolo “non garante dell’oggettività che ogni ricerca scientifica richieda per essere se stessa”. La ratifica à stata rinviata a data da destinarsi per “cattiva condotta”. E, forse, dovremo impare a chiamare così la libertà di espressione.
NOTIZIA TRATTA DAL SITO DI ULISSE.SISSA
ennesima dimostrazione che il “dialogo” fra scienza e fede in italia passa attraverso i politicanti asserviti che tutto fanno fuorché dialogare…
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