papa_ratzinger4.jpgAvremmo taciuto volentieri: ne parlano tutti in maniera forse più consona di quel che possiamo fare noi. Però… Su una nota rivista che pubblica certi nostri interventi, sono uscite alcune considerazioni che non ci trovano minimamente d’accordo. Per questo motivo, per differenziarci dal pensiero espresso da altri, che rispettiamo ma non condividiamo, abbiamo deciso di intervenire.

Inviteresti a cena a casa tua il collega che ti ha sputtanato col tuo capo? Inviteresti a cena l’uomo che ha dato uno schiaffo alla tua ragazza? Inviteresti a cena lo stronzo che ti ha rigato la macchina di nascosto? Personalmente no.

Un intervento pubblicato qui e che riportiamo anche sulle nostre pagine riguardo la vicenda Ratzinger-La Sapienza. Perchè chi sostiene l’intolleranza della scienza, stavolta ha sbagliato bersaglio.

 

Sul rifiuto di Ratzinger a partecipare all’inaugurazione dell’anno accademico all’università La Sapienza di Roma si sono spese molte parole. Nel cercare di essere quanto più oggettivi possibile, proprio per evitare di ricontestualizzare malamente frasi altrui, rimandiamo alla lettera scritta da Marcello Cini nella quale ben si chiariscono le motivazione all’origine della protesta. Quest’evento è stato affiancato a una concezione della classe intellettuale intollerante e irrispettosa: ma qui non si tratta di intolleranza. Non è una fuga dal confronto quella che origina l’opposizione alla visita papale, ma la considerazione che durante la celebrazione istituzionale della cultura universitaria non può esservi spazio per un’istituzione ecclesiastica, tanto più se quest’istituzione non ha mai nascosto le proprie opinioni negative nei confronti di chi si dedica alla scienza. Se vogliamo parlare di confronto non era certo quella la sede più adatta. Se vogliamo parlare di confronto, ricordiamoci chi rimane fermo sulle proprie posizioni e chi è invece disposto alla loro continua revisione. Se vogliamo parlare di confronto ricordiamo che il dissenso è legittimo. E democratico.

 

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