images.jpgTra dieci giorni parte Luccacomics, forse la più importante fiera del fumetto esistente in Italia. Gli spunti sono tanti, verranno approfonditi, ma oggi, per celebrare indegnamente l’evento in arrivo, pubblichiamo la prima parte di un racconto in tema. Speriamo nei vostri commenti.

La mia prima domenica mattina a Bologna, la ricordo bene per via che era una domenica mattina di fine ottobre, fine ottobre che però faceva ancora abbastanza caldo, non caldissimo, si stava bene. Mi sono alzato abbastanza presto, tipo alle sei e un quarto, colazione, vestirsi, via fuori di casa. Dovevo andare a Lucca, Fiera del fumetto, Luccacomics, pronti via prendere l’autobus. Alla fermata mi aspettavano due amici, una coppia di amici, lei, Giulia, la conosco da una vita, lui, Antonio, lo conoscevo da poco Toni, per via che è il ragazzo di Giulia, che Giulia la conosco dal liceo, è uno scafato, Toni, è uno sveglio, anche simpatico, ci eravamo accordati per andar via insieme alla fiera del fumetto, per via che io son amante dei fumetti, Giulia è amante dei fumetti, Toni, non gli frega più di tanto ma è il ragazzo di Giulia, la sua partecipazione era un po’ coatta, Spero non si rompa troppo i maroni, pensavo, alla fine si è divertito, i maroni, più di tanto non se li è rotti quella volta. Poi c’era anche Michele, che lui invece non sta a Bologna, ma aveva fatto tappa da me, per la notte proprio per la fiera, Guarda che culo che passa il 25 che se ne va dritto in stazione, guarda che culo come comincia questa trasferta in Toscana, che bene, che bene, penso. Siamo saliti sull’autobus. Ora che arriviamo in stazione, ho scoperto che la domenica mattina, stazione di Bologna, ore 7.30, tanta gente non c‘è in giro, comunque le macchinette automatiche per i biglietti son libere, Via che facciamo i biglietti del treno alle macchinette, pensavo, poi dopo, Mannaggia a me non esiste il treno interregionale delle 7.47 come ho letto ieri sugli orari, poco male, treno euronight ore 7.53, non mi fan neanche pagare un supplemento, strano che ti dan un servizio agratis quelli di trenitalia, comunque, caval donato non facciamo i difficili, sei euro ottantadue centesimi, Bologna-Lucca cambio a Prato, a Lucca ci arriviamo per le 10 circa, precisi precisi come l’altro delle 7.47 che non c’era, che bene che bene, siam in anticipo, beviam un caffè poi andiam con calma al binario, manca venti minuti, c’e tempo, così pensavo.

Eccoci qua tutti e quattro bel belli che salivamo le scale di questo sottopassaggio che porta al nostro binario, finite le scale, pensavo, orpo, quanta gente che c’è che deve prendere il nostro treno, sarà per via del Luccacomics, saran un centinaio di persone, forse più, cosa vuoi, Luccacomics è una fiera importante, oggi poi è domenica, fosse sabato, fosse lunedì, è domenica, grazie al cazzo che c’è tanta gente, comunque noi c’abbiam il biglietto per l’euronight, vuoi che non troviamo un posto, magari Trenitalia ha pure organizzato dei treni speciali, organizzano treni speciali per portare i tifosi di calcio in trasferta vuoi che non organizzino un treno speciale da Bologna per Luccacomics, dico Bologna, non dico Novellara, dico Bologna, dico Luccacomics, mica la sagra delle rane, Non gli tirerà mica il culo, sta gente, di organizzare un treno speciale, gli dicevo a Michele che mi pareva tutto preoccupato, Michele il giorno prima mentre veniva a Bologna in treno gli avevano fatto pagare il supplemento che per sbaglio si era seduto in una carrozza di prima classe, gli aveva detto Michele al controllore, Non lo sapevo, ora vado in seconda, non c’è stato verso, Lei resta in prima e paga il supplemento di 8 euro, mi fa il controllore, mi aveva raccontato Michele, così si capisce che Michele già era un po’ in screzi con Trenitalia, non si fidava quella mattina, Mi fido poco, mi aveva detto, per quello io cercavo di rassicurarlo. Perdio, c’abbiam il biglietto euronight, guarda che arriva il treno, via che saliamo. Il treno man mano che arriva tu capivi che ti stavano per inculare alla grande, vedevi queste quattro carrozze piene zeppe, ti giravi, guardavi la banchina piena di gente che deve salire come te, riguardavi il treno, erano quattro carrozze contate, riguardavi la banchina, Per la madonna ci han inculati sul serio sti capoccia di Trenitalia, vaffanculo, così pensavo. Giulia, Toni e io ci guardavamo disperati, Michele si era seduto per terra, la sua faccia era come quelle che la disperazione le ha mutate di forza.

Allora c’era tutta questa gente che ci provava, salire sul treno, alcuni ci riuscivano, altri restavano a terra tutti basiti, tutti incazzati, tutti preoccupati che non riuscivano arrivare a Lucca a un’ora decente e via discorrendo: quelli saliti erano belli stipati nei corridoi, nei corridoi dell’euronight, che tu lo vedevi proprio preciso che qui ci mancava poco che scoppiava il treno dalle tante persone ce c’erano sopra. Sembrava quei film della guerra coi treni pieni zeppi oppure i tram dove c’era Fantozzi che provava a salire, ci riusciva, poi però cascava fuori alla prima curva. Comunque, che discorsi, sono arrivati anche gli sbirri tutti belli tronfi e contrariati alle otto del mattino che hanno cominciato a tirar giù tutti gli stronzi che erano saliti, Per ragioni di sicurezza, dicevano, li hanno tirati giù, C’han ragione da vendere sti sbirri, bisogna concedere, son anche professionali, pensavo, Solo fa ridere che la gente sale da un lato del trenino poi i polis li fan scendere dall’altro, paion le comiche. Sarebbe da ridere se lo stronzo malcagato di treno non lo dovessi pigliare pur’io, lo devo pigliare pur’io, non mi vien da ridere neanche un po’, checcazzo, così pensavo un secondo dopo. Da lontano avevo avvistato un omino delle ferrovie, lo aveva avvistato pure Toni, gli eravamo andati vicini tutt’eddue, solo, era ormai già circondato da un bel po’ di gentaglia incazzata mentre tentava di spiegare che C’è un errore perchè l’euronight non lo fa mica il servizio passeggeri da Bologna, Bologna a suo dire era stazione di solo sosta, così l’aveva definita, Stazione di sola sosta, che discorsi, abbiamo sgomitato un po’ e gli stiamo davanti al bell’uomo, che però fa strano che non se la faceva sotto, nonostante fosse accerchiato e tutto il resto. Allora Toni gliel’aveva cominciata a spiegare la nostra situazione, Noi abbiamo fatto alle macchinette un biglietto per Lucca via Prato, per questo treno, com’è che non possiamo salirci su questo treno qui che c’abbiamo il biglietto preciso?, gli aveva detto Toni all’omino, l’omino gli aveva risposto Non è possibile perchè il treno è euronight ci vuole un supplemento e comunque è pieno quindi non è possibile per voi con questo biglietto salire su questo treno, aveva tirato fuori il biglietto Toni, e si vedeva che era alterato, anche se rimaneva calmo ed educato perché lo capiva da sé che lo stronzo qua stava tentando di mettere una pezza alla voragine che si era aperta sotto al culo di Trenitalia e che garantito al limone che avrebbe voluto starsene da tutt’altra parte, Quindi lei mi sta dicendo che voi avete stampato più biglietti di quanti posti in realtà riuscite a garantire? Mi faccia capire allora, c’è qualcosa di sbagliato nella sua azienda o c’è qualcosa di sbagliato in me?, gli aveva detto Toni, e mi pareva che in quella situazione l’omino di Trenitalia stava a culo completo, indipendentemente dalla piega esistenziale del discorso.

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