Su consiglio dell’Avvocato siamo costretti a specificare alcune cose: in primo luogo si tratta di un racconto di pura fantasia ma dall’ambientazione reale. Un po’ come quando un romanzo è ambientato a Milano o Roma o Bologna ma gli eventi sono inventati. Non pensate che a Povoletto o in qualche altro posto ci sia della gente così, si tratta di una narrazione di eventi inventati. In secondo luogo, il tentativo mimetico della lingua che è stato intrapreso poerta inevitabilmente alla bestemmia. Chiunque possa risentirsene è pregato di non proseguire nella lettura.

La seconda parte a breve…

 

LA RIFFA

Michele pensava che Claudia era davvero una gran figa, poche balle. In realtà si trattava di un pensiero piuttosto comune a Povoletto. Niente di nuovo, dunque. Senza ombra di dubbio era la ragazza più bella della compagnia, con quel suo corpicino snello e sodo, gli occhi chiari, quel sorriso un po’ così, che ti lasciava intendere mille cose. Poi, sempre dolce, prodiga di baci e abbracci, che quasi ti sembrava di essere un privilegiato ogni volta che la salutavi. Come dire che eri quello speciale del gruppo, o almeno così ti faceva sentire. Che unita a tutto il resto era la cosa che ti faceva partire la testa definitivamente per lei. Con Stefo, alla fine, sempre tutto tranquillo. Non sembrava nemmeno il classico fratello maggiore che protegge allo stremo la passera e l’onore della sorellina. Aveva una bella fiducia nei suoi colleghi di scampagnate, non pensava nella maniera più assoluta che potessero, come si dice, “farla soffrire”. Tanto più che lei era un bel tipino, uno di quelli che sapeva come tenerti lontano se le rompevi le scatole, e tanto più che aveva sempre una schiera di sangiorgini pronti a mettersi tra lei e i draghi di turno.

- Siamo d’accordo, però c’ha le tette piccole, aveva detto il Bront. Gran figa, ma con le tette piccole..

-Chiaro, il Bront quelle con le tette piccole neanche le guarda, no? Senti, meno cazzate caro, dì quel che vuoi ma non che una ripassata alla Cla tu non gliela daresti.. - così lo aveva interrotto Michele.

- Bon, ripassata per ripassata, avesse una terza sarebbe meglio.

- Grazie al cazzo che sarebbe meglio, ma ricordati bene, collione, che devi baciare la terra ogni giorno, cazzo, che una figa così anche solo ti rivolge una stronzissima parola, vedi un po’ che tirartela così fai solo la figura del minchione.

-Ha parlato il figone, no, quello che dall’alto della sua capacità scopareccia sta qui che ci pontifica sul quanto siamo stronzi e sfigati noi… ma vai sul porco dio vai..

Michele aveva fatto una smorfia, e il gesto di mandarlo a cagare, poi, il tempo di tornare alla sua birra. In effetti con una terza Claudia sarebbe stata proprio perfetta, pensava.

Andò a pisciare pensieroso, mentre gli altri si dibattevano tra i postumi della discussione e la decisione su dove andare a bere l’ultima, chè neanche i cani vanno a casa senza bere l’ultima si era detto.

- Per fortuna che Cla stasera non c’è, pensava, che far certi discorsi su di lei ogni tanto fa bene alle palle - pensava tirando lo sciacquone.

 

Al tavolo s’era deciso di andare a bere l’ultima a Udine. Giulio proponeva i Frati, ma garantito al limone che ormai stavano chiudendo, tanto valeva andar direttamente alla Taverna dell’angelo e rimanere fino alla chiusura che poi magari dopo ti facevano anche fumare dentro una volta che i clienti se n’erano andati. Pronti, via, andare.

Michele salì in sull’Alfa 147 del Bront sparando una bestemmia, chè gli si era affacciata un’idea.

-Senti un po’, stronzo, vedi un po’ che mi è venuto un pensiero geniale degno di me…

-Ma vaffanculo, Michi…

-Scolta me che ti racconto, che quasi quasi qua si fa un bel regalo a qualcuno. Allora, la Cla qui, poche balle, ce la vogliamo fiondare almeno in una decina di noialtri sfigati. Ora, noi facciamo così, che ci facciamo un bel collettone coi controcazzi, mica da segaioli da dieci euro l’uno, un collettone di quelli seri…

- Senti collione, tu e i tuoi discorsi da ubriaco potete anche considerare di andarvene affanculo…

- No, ma lo vedi che sei buono solo a raddrizzare banane col culo? Vedi qual è la differenza tra noi due? La differenza, te lo spiego, è che tu sei un collione, porcodio, un collione che metà basta…io, se mi lasci finire, ti spiego come uno di noi in conclusione se la fionda, la Claudia, e con una bella quarta di tette, altro che balle.

-Bon, va bene, parla, ma vedi che se dici coglionate è la volta che ti prendo a calci nel culo finchè non ti faccio uscire la merda dalla bocca, veh.

-Va beene, vabeene, scolta un secondo, che qua l’idea è brevissima. Noi facciamo una colletta che le paghiamo l’operazione delle tette a Claudietta, poi, quelli che hanno partecipato, gli diamo un numero e facciamo l’estrazione che chi vince può scoparsi Claudia almeno tre, quattro volte, poi questi son dettagli che li vediamo con lei dopo, mica si può stabilire tutto noi così, diocane. Cerchiamo di non essere maschilisti, cazzo.

Il Bront non guardava più la strada. Guardava la faccia sorridente di Michele che pareva Archimede che aveva scoperto che le paperette galleggiano nella vasca.

- Michele, scendi, che adesso andiamo a concimare il campo con la tua testa di merda.

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