Pubblichiamo a puntate un approfondimento biografico compiuto sulla figura controversa di Dino Segre, aka Pitigrilli, uno degli scrittori più popolari del Novecento. Si tratta di vicende che si intersecano con la storia nazionale e che hanno dato vita a uno dei misteri più interessanti e meno considerati della storia d’Italia. Heyoke Project cerca di dare una visione completa e obbiettiva della vita di un’intellettuale dimenticato. Signori, si tratta di una vicenda impressionante. Qui non si tratta di giudicare la condotta di un intellettuale, quantomeno ambigua, ma di considerare una storia taciuta, come tante, per comodità. Pian piano cercheremo di raccontarla per com’è avvenuta, considerato che in pochi fino a oggi hanno avuto la voglia di far luce su questa storia italiana.
Una precisazione per chi dovesse rompere i coglioni sulla veridicità di quanto scritto: per motivi di fruibilità qui non trovate note e fonti. Ma nella versione scaricabile nella sezione download, nei prossimi giorni, ci saranno tutti i riferimenti per documentarsi a fondo sulla storia di Dino Segre.
Dino Segre, il futuro Pitigrilli, nacque nel 1893 da famiglia di estrazione borghese: il padre David, era un ex ufficiale dell’esercito, di origine ebrea, dedicatosi poi al mercato immobiliare, mentre la madre Lucia discendeva da una benestante famiglia di contadini cattolici: proveniente da due matrici culturali differenti, Dino Segre fu battezzato all’insaputa del padre. Ah ah, che ridere..Se non fosse che ’sto particolare ha contribuito a salvargli…durante il Ventennio. Ebbe poi formazione accademica in ambito giurisprudenziale, ma la sua passione e attitudine per le lettere lo portarono a iniziare alcune collaborazioni giornalistiche. Grande ammiratore della poetessa e scrittrice Amalia Guglielminetti, entrò a far parte del suo salotto, dove conobbe Guido Gozzano e Carlo Chiaves, ma, soprattutto, della sua camera da letto. Iniziarono così, anche per merito della sua protettrice, alcune collaborazioni più prestigiose, oltre alla pubblicazione del suo primo racconto lungo. Nel 1918 cominciò a collaborare con <<L’epoca>>, rivista democratico liberale fondata l’anno precedente da Tullio Giordana, il quale aveva accolto con entusiasmo la raccomandazione della Guglielminetti, avendo già avuto modo di leggere Pitigrilli su <<Il Mondo>>. Divenuto corrispondente, soggiornò a Trieste, Fiume, Napoli, Parigi. In questo periodo l’esperienza giornalistica, la pubblicazione di alcuni racconti, i consigli di Amalia Guglielminetti lo resero piuttosto celebre e conosciuto, tanto da essere contattato da Alberto Matarelli della casa editrice Sonzogno, per la commissione di un romanzo. Pitigrilli iniziò così il progetto che doveva portare a Cocaina, testo largamente autobiografico: ma nel 1920, prima di darla alle stampe, pubblicò Mammiferi di Lusso, una raccolta di undici racconti, in modo da sfruttare fino in fondo la notorietà raggiunta e da rendere ancora più pressante la curiosità attorno al suo primo romanzo. In realtà la stesura di Cocaina si rivelò più zoppicante del previsto e, di concerto con Matarelli, si decise di pubblicare un’altra raccolta di novelle, La cintura di castità, cavalcando l’onda del successo ottenuto dal volume precedente. Il riscontro di pubblico fu ancora una volta entusiasmante, nonostante si trattasse di materiale messo insieme in fretta a fini commerciali. Come detto, la curiosità suscitata da Cocaina rese il romanzo oggetto di parecchie discussioni ben prima della messa in vendita. Le notizie sull’argomento trattato, la crescente fama di Pitigrilli, le operazioni di marketing dell’editoria, crearono una grande attesa e accesero parecchie polemiche. Il romanzo fu distribuito all’inizio dell’estate 1921, e fu un successo di vasta portata. Ragazzi, si parla di 300.000 copie a volume..









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