Siccome sono un idiota mi sono scordato di pubblicarlo lunedì. Presto seguirà il resoconto dettagliato. Per la cronaca Massimo Carnevale ha vinto il Gran Guinigi come miglior disegnatore. E Rrobe ha presentato David Murphy 911. E c’erano come al solito maree di cosplayers. E alcuni autori non se li cagava nessuno, poveri.
Chiusura col botto per Lucca Comics & Games evento di riferimento per il fumetto in Italia. Mai come quest’anno le iniziative si sono moltiplicate rendendo l’avvenimento una sorta di luna park rivolto a un pubblico vastissimo. Si è passato infatti da aree dedicate all’intrattenimento per l’infanzia, a spazi musicali, da momenti dedicati alla riflessione sul fumetto a mostre divulgative e celebrative, senza dimenticare l’altissimo numero di appassionati di giochi di ruolo e videogiochi.
Una proposta estremamente variegata incorniciata quest’anno dalle splendide mura cittadine che hanno tentato di realizzare la massima compenetrazione tra città e manifestazione dopo anni in cui l’evento era stato allestito nei padiglioni fieristici fuori mura. Una tentativo che ha messo in mostra limiti logistici notevoli, a partire dalla dispersione di stand ed eventi, che necessita di accorgimenti correttivi a livello organizzativo ma affascinante dal punto di vista estetico.
Infinite le occasioni capitate, tra presentazioni di nuove proposte editoriali e gli spazi adibiti alla più classica delle mostre mercato che anno permesso alle migliaia di appassionati collezionisti di acquistare pezzi storici della storia del fumetto o anche solo albi mancanti alle proprie raccolte.
Un parco dei divertimenti per gli appassionati o meno di ogni genere, una sorta di paese dei balocchi dove purtroppo sono apparsi i sintomi della crisi economica. A fronte di una proposta editoriale altissima ( probabilmente eccessiva testimonianza della vitalità creativa, dell’effetto graphic novel e fumetto al cinema) è evidente la difficoltà del lettore italiano costretto a operare scelte sanguinose. Come sostiene Roberto Recchioni “in USA più c’è recessione più vendono i fumetti. […] Gli americani hanno l’idea che devono comunque intrattenersi, quindi passano a una forma di intrattenimento che costa di meno. Invece da noi l’intrattenimento è la prima cosa che salta”.
Segnaliamo infine per tutti i dettagli il sito della manifestazione http://www.luccacomicsandgames.com/
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6 users commented in " Lucca Comics & Games: riflessioni stanche su fumetto e crisi "
Follow-up comment rss or Leave a Trackbacke Diego Cajelli miglior sceneggiatore…
Si,lo so…Bravo è bravo… Domenica posto il resoconto
sior luca, arrivato in patria ho continuato. sapesse il malditesta il giorno dopo. hangover, come dicono i fighi. e sera di sabato finita alle cinque del mattino in compagnia di una specie di druido bisiaco, alcolizzato e cinquantenne in un locale di naziskin.
troppo pure per il blog, neanche ammaniti. mi sa che ve la racconto di persona. hasta pronto.
ah fra parentesi, sempre voluto andarci a lucca, mai combinato. diamine.
Già!!! Perché fare le cose a metà, quando un’intera serata può essere offerta a Dio Bacco.
Consiglio per Lucca:
vacci quando tornerà a essere una manifestazione fieristica.
Lo so, è bello che gli appasionati di fumetti non si sentano degli appestati relegati in qualche fiera ai bordi della città; bella l’interconnessione città/evento…ma diamine, bisogna vivere i quei giorni. non si può camminare nelle bolle d’aria che una fiumana umana (talvolta maleducata) lascia creare ogni tanto. Bello è soffermarsi a vedere, a scegliere a fare tutte quelle cose che collezionisti e no con un po’ più di spazio farebbero più che volentieri.
vabbé! opinione personale.
Allora,causa macello con fastweb ho dovuto procrastinare il post resoconto su lucca…abbiate un po’ di pazienza..
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