Fumetto seriale e popolare o lungo romanzo d’avventura? Che cos’è Volto Nascosto? Gianfranco Manfredi, sceneggiatore e soggettista di questa nuova testata, si conferma artista a tutto tondo e uomo di punta della scuderia della Sergio Bonelli Editore, non vincolando la sua figura, come in alcuni casi è già successo, vedi Tiziano Sclavi e Dylan Dog, esclusivamente a un singolo personaggio. Dopo aver fortemente innovato il genere western con la creazione di Magico Vento, tenta ora l’avventura attraverso 14 episodi inediti, con la nuova ma ormai consolidata forma della miniserie, affrontando scenari e argomenti molto affascinanti anche perché fino a ora poco navigati.
Al suo fianco, oltre al fedelissimo disegnatore Goran Parlov, gia apprezzatissimo dall’eterogeneo pubblico di Magico Vento, anche Massimo Rotundo, conosciuto come grande creatore degli scenari post-apocalittici di Brendon; la loro attenzione dei particolari, soprattutto nelle ricostruzioni filologiche dei costumi e degli scenari, fornirà una grossa base alla ricostruzione storica e culturale del periodo di fine ottocento. Accanto a loro, ci saranno gli affermati Roberto Diso e Giovanni Freghieri, i giovani Leomacs, Mattoni e Nespolino e la new entry turca Ersin Burak, autore di tre episodi.
Imbarcandoci in questa avventura veniamo trascinati alla fine dell’800, all’epoca delle prime imprese coloniali del neonato stato liberale italiano; l’ambientazione scelta si scinde fra Roma e il Nord-Est Africano, fra l’Italia umbertina, l’Eritrea e l’Etiopia della regina Taytu e del re Menelik II. La serie si apre proprio con il fatto che darà inizio alla guerra Italo-Etiopica, il casus belli che vede coinvolti l’ambasciatore italiano, il conte Pietro Antonelli, e il negus Menelik II in una poco conosciuta quanto faziosa incomprensione. Il 2 maggio 1889 infatti, a Uccialli (o Wuchale, nome autoctono della località), venne firmato il contratto che riconosceva l’Eritrea come colonia italiana, redatto in una duplice copia in italiano e in amarico. Da un’incomprensione linguistica si arriverà al conflitto bellico (1895-’96) che si concluderà con la (troppo poco ricordata) sconfitta italiana di Adua.
Muovendosi in questa soluzione che mischia molta realtà ad altrettanta fantasia, stimolando il lettore a chiedersi continuamente quali siano tali ambiti, questa graphic novel si riaggancia, attraverso le soluzioni ritmiche e i tagli narrativi scelti, ai romanzi d’appendice, i feuilleton, di fine ‘800. Come afferma Manfredi però, nel gioco dei cicli storici che da sempre si ripropongono periodicamente nella storia umana, la narrazione non risulta né anacronistica né troppo distaccata dalla realtà italiana contemporanea, ancora immersa in contorti rapporti con l’Europa e con pregiudizi razziali. Particolare attenzione bisogna dedicare anche nel rendersi conto delle differenze storiche oltre che delle similitudini, per evitare una lettura troppo politica e ideologica di tutta la narrazione.
Volto Nascosto è un combattente, una leggenda di un racconto epico che
sposa una causa collettiva; ma è anche molto di più, è l’eroe che sa rimanere anonimo, inserito però in una coralità dove ogni pedina dello scacchiere narrativo è autonoma. Tutti questi personaggi, accostati a quelli, innumerevoli, reali, sono comunque lungi dall’essere semplici comparse, marionette usate dallo sceneggiatore a scopi narrativi; ciascuno di loro sarà dotato di una propria personalità peculiare che ispessirà un racconto, donando ulteriore peso specifico alla vicenda. Volto Nascosto è già più di un personaggio, è una presenza che ammanta l’atmosfera, come si può subito intuire dalla prima copertina disegnata da Rotundo, dove impregna tutto lo sfondo. In primo piano appare anche Ugo Pastore, l’atro protagonista: un ragazzo apparentemente debole che ricorda nelle sembianze un giovanissimo De André. Un lieve difetto all’occhio darà un tono dimesso, ma non per questo insicuro, a questo giovane ragazzo che nell’intenzione di Manfredi ricorda appunto “L’amico Fragile” del grande cantautore genovese. A ruotare attorno a questi due personaggi ci saranno anche il rampollo di una nobile famiglia romana, tale Vittorio De Cesari, e Matilde Sereni, donna a tutto tondo. Una donna che Manfredi associa a quelle figure femminili ottocentesche caratterizzate da un mix di coraggio e debolezza, come la Teresa Raquin di Zola, la Hedda Gabler di Ibsen, la Violetta Valéry della Traviata Verdiana o la Contessa Livia di Senso di Camillo Boito.
Volto Nascosto. Dove si narra di come da un trattato di pace scaturì una guerra.









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